Percorso 2

Musicoterapia Recettiva

Musicoterapia Recettiva

Non serve essere esperti di musica.
La musicoterapia non ha a che fare con la tecnica, ha a che fare con quello che senti.
Ti sdrai, ascolti, e lasci che la musica apra uno spazio dentro di te.

Cosa facciamo in seduta

Si tratta di un approccio recettivo, ispirato al metodo GIM (Guided Imagery and Music) ideato dalla musicoterapeuta americana Helen Bonny. Non suoni né canti: ti sdrai comoda, chiudi gli occhi, e ascolti una sequenza musicale scelta apposta per accompagnarti in un viaggio interiore.

La mia presenza è con la voce, per sostenerti mentre emergono immagini, sensazioni, ricordi, senza guidarti verso una direzione precisa, ma accompagnandoti mentre prosegui il viaggio.

Cos’è la GIM

Helen Bonny scopre, negli anni ’70, che ascoltare musica (prevalentemente classica) accuratamente selezionata, in uno stato di rilassamento profondo, permette alla mente di accedere a immagini e stati emotivi che normalmente restano nascosti. Non è una colonna sonora di sottofondo: la musica diventa la guida del viaggio, e il mio compito è accompagnarti mentre la attraversi, con qualche parola, qualche domanda, senza nessuna interpretazione o giudizio.

Come si svolge una seduta

Iniziamo con una breve conversazione per capire da dove partire, un’intenzione, una domanda, o semplicemente “vediamo cosa emerge”. Segue un momento di rilassamento per entrare in uno stato più ricettivo, poi l’ascolto guidato.
Alla fine c’è un momento di condivisione, con parole o altri mediatori, per dare forma a quello che è emerso.

Per chi è pensato

Per chi vuole un approccio meno verbale e più diretto al proprio mondo interiore.
Per chi si sente bloccato nelle parole e cerca un altro linguaggio per esprimersi.
Per chi è curiosa di scoprire cosa succede quando si lascia che la musica, e non la mente, scelga la direzione.

Non serve nessuna base musicale, anzi non c’è proprio niente da saper fare. L’unica cosa richiesta è lasciarsi ascoltare.

I Percorsi

Ogni percorso non ha un numero prestabilito di sedute, il numero esatto si definisce insieme, seguendo l’evoluzione personale di ciascuno.

* Risveglio del Sé

Le prime sedute servono a familiarizzare con l’ascolto recettivo e con la presenza della voce che ti accompagna. Con il tempo le sequenze musicali si fanno più mirate, scelte in base ai temi che iniziano a emergere, ricordi, emozioni, immagini ricorrenti. Le sedute finali si concentrano sull’integrazione, dando senso e continuità a quello che il viaggio musicale ha portato alla luce.

* Ritorno alla Calma

Le prime sedute creano confidenza con il rilassamento profondo e con il lasciarsi accompagnare dalla musica senza dover capire subito cosa significhi. Gradualmente l’ascolto diventa una porta sempre più immediata verso uno stato di quiete. Le sedute finali consolidano questa capacità, rendendola un rifugio a cui tornare anche fuori dalla seduta.

Cosa aspettarti dopo

Le immagini e le sensazioni che emergono durante l’ascolto continuano spesso a lavorare nei giorni successivi. Alcune persone portano a casa un’immagine precisa che le accompagna per settimane, altre solo una sensazione di apertura difficile da spiegare a parole.